In evidenza

ELENCO DELLE ZONE UMIDE

Le zone umide d’importanza internazionale riconosciute ed inserite nell’elenco della Convenzione di Ramsar per l’Italia sono ad oggi 53, distribuite in 15 Regioni, per un totale di 62.016 ettari. Inoltre sono stati emanati i Decreti Ministeriali per l’istituzione di ulteriori 12 aree e, al momento, è in corso la procedura per il riconoscimento internazionale: le zone Ramsar in Italia designate saranno dunque 65 e ricopriranno complessivamente un’area di 82.331 ettari.

Vai alla tabella

Testing Marquee
Confluenza del Farfa con il Tevere

Le zone umide costituiscono ambienti con elevata diversità ecologica, notevole produttività, caratterizzati da una considerevole fragilità ambientale e dalla presenza di specie ed habitat che risultano fra quelli maggiormente minacciati a livello globale. Oltre ad essere dei serbatoi di biodiversità, questi ambienti forniscono un'elevata quantità di servizi ecosistemici, quali la regolazione dei fenomeni idrogeologici o la fissazione del carbonio presente nella biosfera, con conseguente mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. Da dati recenti del gruppo tecnico-scientifico di supporto al Segretariato della CBD (CBD/SBSTTA/14/3), emerge non solo che gli obiettivi del 2010 non sono stati raggiunti, ma addirittura che il tasso di declino/perdita di alcune popolazioni degli ecosistemi acquatici è quadruplicato negli ultimi 10 anni. A livello europeo risulta che gli habitat acquatici e le torbiere, sono fra quelli maggiormente minacciati (Report UE art. 17 - Direttiva Habitat). Appare quindi urgente attuare azioni di tutela delle risorse idriche e degli ecosistemi acquatici ad esse associati. Fra i diversi indirizzi della Strategia Nazionale sulla Biodiversità che riguardano le zone umide, vi è l'attuazione delle sinergie fra le Direttive Quadro sulle Acque (WFD - 2000/60/CE), Habitat (HD - 92/43/CE) e Uccelli (BD - 2009/147/CE) e, per le Aree marino-costiere, con la Direttiva Quadro sulla Strategia per l'ambiente marino (MSFD - 2008/56/CE). Infatti l'integrazione degli strumenti delle diverse direttive permetterebbe di ottimizzare le risorse e i tempi necessari per attuare azioni di tutela e di monitoraggio della biodiversità degli ecosistemi acquatici per la valutazione dell'efficacia delle misure di conservazione, sia dentro le aree protette ed i siti della Rete Natura 2000, che nelle aree di connessione. Seguendo questo approccio e, più in generale, le indicazioni della Strategia Nazionale Biodiversità, l'ISPRA (Servizio Aree Protette e Pianificazione territoriale), in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e l'ARPA Toscana, sta coordinando un Tavolo tecnico sulle «zone umide» che ha la finalità di definire un inventario di questi ambienti, secondo il metodo del «Pan Mediterranean Wetland Inventory » (PMWI) di MedWet, e le linee guida per la loro tutela. Al Tavolo tecnico hanno aderito 15 Regioni, 2 Province, 15 ARPA, 9 Autorità di Bacino, il Corpo Forestale dello Stato, 3 Parchi Nazionali, 9 Aree Protette Regionali, Federparchi - Coordinamento Parchi Fluviali, Agenzia Regionale Parchi Lazio, l'Istituto Superiore della Sanità, l'ENEA (Centro Ricerche Saluggia e Casaccia), il CRA-FLP, il Centro di Ecologia Fluviale, ONG (WWF, Legambiente e LIPU), ricercatori e professori delle Università di Urbino "Carlo Bò", di Roma "La Sapienza", di Viterno "La Tuscia", Roma "Tre" e L'Aquila. I risultati finora emersi dal progetto sono sintetizzati nelle pagine di questo sito, dove potranno essere effettuate le ricerche delle aree di interesse (Ricerca zone umide, Ricerca Ramsar), visualizzando i dati contenuti nelle schede del PMWI o accedendo ai dati georiferiti (Geoviewer), seguendo le apposite istruzioni. Le zone umide che sono state inventariate nel PMWI sono in totale 1520, di cui 1162 forniti direttamente dalle 13 Regioni (Sardegna, Sicilia, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Lazio, Umbria, Marche, Toscana, Emilia Romagna, Piemonte e Friuli Venezia Giulia) e dalla Provincia Autonoma di Bolzano (aggiornamento: gennaio 2012), e 358 delle restanti Regioni, tratti principalmente dall'inventario realizzato dall'Università di Ferrara (Prof. Piccoli) nel 2003 per conto del MATTM. I dati emersi dalle attività del Tavolo tecnico e dai sotto-gruppi tematici (A-Valori zone umide, B-Monitoraggio e C-Gestione), sono sintetizzati nel Rapporto ISPRA 153/11 "Contributi per la tutela della biodiversità delle zone umide", che può essere scaricato da questo sito e da http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Pubblicazioni/. Allegato al Rapporto ISPRA 153/11, è disponibile un estratto in cui è contenuta una sintesi dei dati relativi ai valori, lo stato, le minacce che riguardano le zone umide e le indicazioni per la tutela della biodiversità legata a questo tipo di ambienti, elaborate sulla base degli indirizzi della Strategia Nazionale sulla Biodiversità. In seguito al completamento delle revisioni da parte delle Regioni, i dati del PMWI saranno pubblicati sul sito on-line MedWet Web Information System (MedWet/WIS) http://www.wetlandwis.net/. Per maggiori informazioni sulle attività del Tavolo tecnico e sullo stato di avanzamento del Progetto scrivere a: zoneumide@isprambiente.it